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ESCLUSIVA S&G – Arezzo, Eziolino Capuano: “Sono un uomo vero, combatto da 25 anni”

Rinnovo Capuano ufficiale
Eziolino Capuano (foto: TimGate.it)

Venticinque anni di carriera. È questo il bilancio di Eziolino Capuano, attuale tecnico dell’Arezzo, che ha sempre fatto parlare di sé: forse un carattere non facile, ma tanta passionalità e generosità, che ne fanno uno degli allenatori più amati lì dove ha lasciato il proprio segno. Dal mito di Louis Van Gaal all’avventura nel massimo campionato belga, passando per salvezze storiche, strigliate negli spogliatoi ed un contratto biennale con l’Arezzo, che negli ultimi 30 anni nessun tecnico era mai riuscito a strappare ai vertici del club aretino. A tutto Eziolino Capuano, questa la nostra intervista all’allenatore di Pescopagano:

Uno sguardo al passato:Ho salvato il Potenza sul campo. Ho fatto un’impresa che vale tre volte la vittoria del campionato: salvarci sul campo ha significato la vittoria della moralità, è stato il più bel successo della mia carriera. Molti non lo sanno…”.

Capuano è oggi alla guida degli amaranto: “Arezzo è una famiglia, la vivo ininterrottamente 24 ore al giorno: è una realtà sui generis, una famiglia dove abbiamo costruito dal nulla qualcosa di importante. Il nostro fiore all’occhiello è il settore giovanile, che da quest’anno gestiamo autonomamente e penso che abbiamo battuto record italiani ed esteri: la Beretti ha collezionato 39 punti in 13 partite, abbiamo gli Allievi nazionali in zona play-off, abbiamo quattro giocatori nelle varie Nazionali. Abbiamo costruito tutto dal nulla e in pochi mesi: una squadra tra le più giovani della Lega Pro, che resiste a tutto l’uragano che si è abbattuto su di noi… Tra infortuni, sette pareggi interni, sei gol al 94’ siamo ancora fuori dalla zona play-out e speriamo di mantenere la categoria: in tal caso, avremo fatto un ulteriore capolavoro”. Sul momento dei toscani, che sono reduci da 9 pareggi e una sconfitta nelle ultime dieci partite: “Io spero che il 2016 mi dia il 10% di quello che mi ha tolto. Dal 1989-90 non ricordo a memoria d’uomo quello che mi è successo in questo girone d’andata: è incredibile”.

Ma mister Capuano ha davvero “imparato a friggere il pesce con l’acqua minerale”?  “Lo dissi 15 anni fa… Molti si ricordano solo le vittorie. Molte volte queste sono l’inizio di un fallimento. Non è detto che un grande pittore sia tale perché dipinge Van Gogh, bisogna avere anche i colori giusti e la tela… Magari è più bravo un pittore che sa dipingere su un semplice foglio di carta. Mi spiego: l’anno scorso Maurizio Sarri ha fatto meglio di chi ha vinto il campionato. Nella mia carriera ho fatto tante volte bene, qualche volta anche male, ma non ho avuto mai a disposizione squadre faraonicheHo dovuto sempre friggere il pesce con l’acqua minerale: lo dissi quando feci la finale play-off con la Puteolana. Non voglio elencare le vittorie dei campionati: magari il miracolo è stato ad Altamura, della Cavese nemmeno ne parlo perché avevo a disposizione una squadra forte. Di Potenza abbiamo già parlato… Aver fatto il capolavoro di Sora rimarrà invece negli annali, subentrai in zona play-out e riuscimmo a salvarci fuori dalla zona rosa della classifica. Quello che ho fatto a Pagani non l’ha ancora fatto nessun altro allenatore: 44 punti sul campo… Quello che ho fatto a Castellammare di Stabia, quando raccattai una squadra ad un punto dai play-out. Queste storie valgono più delle vittorie di un campionato. Ad Arezzo invece siamo riusciti a centrare la Coppa Italia con una squadra che era stata ripescata. Se uno guida una Ferrari e un altro guida un’utilitaria ed arriva di poco dietro al primo, per me il fenomeno è il secondo.

“Ho avuto qualche esonero, lo scriva pure – precisa Capuano – Con la Nocerina ero secondo in classifica e a Taranto il presidente Pieroni mi mandò via quando ero ad un punto dall’Ascoli. Quello che ha fatto Lanzillo a Fondi è invece l’idolatria di se stesso, dopo avermi esonerato è fallito e retrocesso. Questo la dice lunga… Sono dati di fatto inconfutabili”.

Un’esperienza in Toscana per un allenatore che, salvo l’avventura nella massima serie belga, ha allenato sempre squadre del Sud: Il calcio è passione, è uguale dappertutto. Io faccio il calcio ad Arezzo come l’ho fatto a Trapani, città di cui sono ancora innamorato e squadra per cui faccio ancora il tifo”. Mister Capuano prosegue a spada tratta: Io sono un uomo vero, non sono un’ipocrita. A volte Capuano bisognerebbe conoscerlo e non attraverso le esternazioni di un video. Io dico quello che penso, nella mia vita ho messo sempre la faccia senza nascondermi. Non sono mai stato accostato ad una nefandezza ed alleno dal 1989: ho sempre combattuto, non sono mai stato un anno fermo. Penso di essere l’unico al mondo ad averlo fatto”.

Sulla vicenda Sperotto e la registrazione “rubata” allo spogliatoio dell’Arezzo durante la sua sfuriata: “La mia immagine, per chi ha dignità e principi, in quel caso non è stata lesa. In caso contrario non saprei… A Nicolò Sperotto ho augurato sempre il meglio: lui ha fatto una delle cose più gravi che possano succedere in uno spogliatoio ed io l’ho mandato via. Questo però non significa che Sperotto sia un cattivo ragazzo: è un ottimo calciatore ed una brava persona, ma nella vita ci sono delle regole che vanno rispettate”.

Esiste un vero e proprio ‘metodo Capuano’? Capuano è un uomo vero, molto generoso, di principi e grandi sentimenti. Un uomo che non è mai sceso a compromessi con nessuno, questo è il mio modo di propormi e di cercare di esternare il meglio di me in questa fase adrenalinica, che mi porta a far sì che quando vado in campo sia sempre come il primo giorno. Nel momento in cui questa fase verrà meno, smetterò di fare l’allenatore. Questo è il vero Capuano”.

Si apriranno mai le porte della Serie B per Eziolino Capuano? “Non è una questione di categorie. In Serie B forse lavorano tanti allenatori che magari non potrebbero farlo in prima categoria. A volte in interregionale ci sono allenatori più bravi di noi: non vado oltre”.

Eziolino Capuano è un uomo di cuore e non dimentica la sua terra, le sue origini ed il Potenza: “Sì, spero di tornarci un giorno… magari anche come dirigente. È una terra che amo, dove sono cresciuto sia io che i miei figli. Sono orgoglioso e fiero di essere lucano”, ha concluso l’allenatore dell’Arezzo al termine dell’intervista esclusiva ai microfoni di Stopandgoal.net.

INTERVISTA CAPUANO

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