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Palermo, anche l’affare Dybala nel mirino della Procura

Palermo calcio indagini
Maurizio Zamparini (fonte foto: palermocalcio.it)

Palermo calcio indagini proseguono: l’acquisto dell’argentino -e non solo- nel mirino degli inquirenti, così come la vendita del marchio (90 milioni in dieci anni)

La Procura della Repubblica di Palermo sta indagando sul Palermo e il Gruppo Zamparini: le indagini -stando a quanto si apprende dalla versione online di Repubblica– sono arrivate ad includere anche la gestione dei calciatori e l’acquisto di Paulo Dybala. Nel mirino degli inquirenti ci sono gli acquisti di giocatori (compreso l’argentino oggi alla Juventus) tra il 2015 e il 2016, con particolare riferimento alle società di Zamparini in Lussemburgo: lì, ipotizza la Procura, potrebbe trovarsi la ‘cassaforte’ del Gruppo Zamparini.

Per quanto riguarda in particolare l’affare Dybala, gli inquirenti stanno vagliando tutti i passaggi relativi sia all’acquisto dell’argentino (2012) dall’Instituto di Cordoba sia alla sua cessione alla Juventus (2015): in questo processo, infatti, non risultato coinvolti soltanto i club ma anche terze parti che a vario titolo hanno ricevuto lauti compensi; in particolare, suscitano l’attenzione della Procura i 12 milioni di euro ricevuti dalla Pencil Hill, società di Gustavo Mascardi (l’intermediario che ha curato l’approdo di Dybala in rosanero). Gli inquirenti stanno controllando ogni bonifico per verificare se le somme denunciate corrispondono al vero e sono state effettivamente riconosciute a chi di dovere.

Le indagini riguardano anche il marchio del Palermo, che negli ultimi dieci anni ha fruttato alla società rosanero quasi novanta milioni di euro tra cessioni e leasing a varie società. Tornando all’acquisto ed alla cessione di giocatori, destano sospetti gli acquisti di Cassini, Velazquez e Arteaga (praticamente mai visti a Palermo); in generale, la Procura si interroga sul perché il Palermo abbia messo a punto diverse manovre finanziare non particolarmente trasparenti e come mai, malgrado la cessione (con plusvalenza) di molti dei suoi elementi migliori e gli introiti dei diritti tv -a cui si sommano quelli legati alla vendita plurima del marchio- si siano rese necessarie diverse ‘ottimizzazioni di bilancio’.

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