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Feyenoord – Napoli, il racconto di una notte di Champions nella ‘Vasca’ biancorossa

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Il gol di Piotr Zielinski (fonte foto: @sscnapoli/Twitter.com)

L’ultima gara del girone di Champions League degli azzurri in un racconto dal vivo, immerso nel tifo caldissimo del ‘De Kuip’

Mercoledì, 6 dicembre 2017. Rotterdam, Feijenoord Stadion, ore 22.40. Feyenoord-Napoli è appena finita, i padroni di casa si sono imposti di rimonta per 2-1 grazie alle reti di Jørgensen nel primo tempo e St. Juste a tempo ormai scaduto. Di come si sia svolta la partita potrete leggere -o avrete già letto- altrove resoconti ben dettagliati, che testimoniano il crollo verticale degli azzurri dopo i primi 25′ giocati ad alto livello. Qui invece leggerete qualcosa di diverso e -si spera- più interessante.

Quando in Italia si parla di cultura sportiva lo si fa spesso e volentieri in maniera astratta, opportunistica e contingente; cioè, deve prima accadere un qualcosa di vagamente “grave” per ravvivare saltuariamente la fiammella del dibattito che soggiace sotto le ceneri del più ampio discorso sullo stato attuale del nostro calcio. In tal senso, e al di là del risultato e della pessima campagna europea del Napoli di Sarri versione 2017/18, la serata che chi vi scrive ha avuto la fortuna di poter vivere al ‘De Kuip’ di Rotterdam ha avuto comunque un sapore speciale.

 

Segnare è stata una sensazione meravigliosa, è molto bello restituire qualcosa ai tifosi in questo modo”.

Queste parole (raccolte da uefa.com) sono di Jeremiah St. Juste, il difensore del Feyenoord autore del gol del definitivo 2-1. La seconda frase è, secondo me, assai significativa e al netto di valutazioni tecniche, tattiche o motivazionali, spiega bene quale fosse il clima partita di ieri. Ma andiamo per ordine.

IL BIGLIETTO – Il primo step è stato, ovviamente, l’acquisto del biglietto. Malgrado il Feyenoord sia aritmeticamente fuori dall’Europa a causa delle cinque sconfitte subite in altrettante partite, i tagliandi disponibili (eccezion fatta per il settore ospiti) sono in gran parte già stati venduti ad oltre una settimana dalla gara che conta -relativamente- solo per il Napoli. La procedura di acquisto online, tramite il sito ufficiale del Feyenoord, è molto semplice purché si disponga di un indirizzo e di un conto corrente bancario olandesi. I prezzi, anche qui sorprendentemente, sono quelli che ci si aspetterebbero per un big match: un posto in un settore centrale del secondo anello della Olympiatribune costa poco più di 80 euro. Una volta completata la procedura online, il biglietto viene consegnato via posta nel giro di pochi giorni.

L’esterno dello stadio De Kuip

IL VIAGGIO – Lascio lo studentato verso le 16.00 e arrivo alla stazione centrale di Leida dopo circa un quarto d’ora; prendo il treno delle 16.32 diretto a Dordrecht e raggiungo la stazione centrale di Rotterdam poco dopo le 17. Qui c’è già qualche tifoso del Napoli, per lo più in cerca di informazioni per arrivare allo stadio e per comprare la sciarpa della partita presso lo store ufficiale del Feyenoord. Allo sportello informativo ci fanno sapere che alle 17.45 il tram numero 23 ci porterà gratis fino allo stadio (uno dei tanti servizi speciali disposti dal comune ad hoc per la partita).

LO STADIO – Lo Stadion Feijenoord, meglio conosciuto come ‘De Kuip‘ [pronunciato «De Koup»] è bello, inutile girarci attorno. L’esterno al momento è piuttosto spartano per via dei lavori di ristrutturazione ma l’interno, invece, offre la degna cornice ad una gara di Champions League. Pur non essendo particolarmente grande, la “vasca” (ossia ‘kuip’ in olandese) ha il pregio di essere uno stadio raccolto attorno al terreno di gioco, dove la visuale è ottima anche da una postazione defilata dell’anello superiore. A differenza di quanto accade in Italia, gli stand per la vendita di hamburger, hot dog e patate fritte -che gli olandesi ritengono un loro piatto ‘tipico’- si trovano quasi tutti all’interno del recinto dello stadio, dove è anche possibile acquistare birra light.

L’interno del De Kuip a poco più di un’ora dal calcio d’inizio

LA GARA – I tornelli dello stadio vengono aperti alle ore 18.45 e fino alle 20.00 la situazione è piuttosto tranquilla: il grosso degli spalti, infatti, si riempie a meno di mezz’ora dall’inizio della gara. Sulla partita in sé, come avrete intuito, inutile soffermarsi più di tanto: quando al 30′ controllo il risultato di Shakthar – Manchester City è abbastanza chiaro che quella a cui sto assistendo è l’ultima partita in Champions League della stagione del Napoli. A fine primo tempo, con gli ucraini sul doppio vantaggio, il discorso qualificazione viene chiuso definitivamente. La partita però, è aperta e combattuta: dopo aver scampato per ben due volte il secondo svantaggio, il Feyenoord pareggia con Jørgensen alla prima vera occasione da gol…

Il calcio d’inizio del primo tempo

IL PUBBLICO DEL DE KUIP – Fuor di retorica, il vero vincitore della serata. Si fa sempre un gran parlare del pubblico quale ‘dodicesimo’ uomo in campo -mentre la controparte pragmatica ricorre ad argomenti del tipo “nessun tifoso ha mai segnato un gol“- e mercoledì sera i tifosi del Feyenoord sono stati l’arma in più dei biancorossi. Difficile affermare il contrario. Il clima (almeno quello agonistico perché quello meteorologico flirta costantemente con gli zero gradi) si scalda quando lo stadio è pieno per buona parte e non manca molto al kick-off.

Dalla Gerard Meijer Tribune partono i cori a cui si accoda tutto lo stadio, compreso il settore inferiore della ‘curva’ opposta -quella intitolata a Wim Van Hanegem in cui sono stati alloggiati anche i tifosi del Napoli, costretti in piccionaia nello spicchio centrale del secondo anello.

stadio Feyenoord
La Gerard Meijer Tribune

Sulle note dell’inno del Feyenoord, o meglio su di una compilation che alla fine comprenderà anche una stonatissima You’ll never walk alone, il tifo biancorosso mette subito le cose in chiaro: c’è voglia di chiudere in bellezza un Champions foriera di delusioni e sconfitte e trasmette il proprio sentimento ai giocatori in campo. Benché oggettivamente modesti, i biancorossi si battono con grande determinazione, come se dovessero contendere al Napoli qualcosa di più dell’onore delle armi. Il sostegno è incondizionato e gli applausi si sprecano, specie quando un giocatore di casa si esibisce un tackle vigoroso e ben assestato o vince caparbiamente un contrasto con l’avversario. L’errore, invece, non viene mai (o quasi) punito con i fischi, destinati quasi esclusivamente alla contestazione verso l’arbitro Oliver -fiscale ma equilibrato.

Il settore ospiti con i circa mille tifosi del Napoli

Dopo il gol del pareggio, il Feyenoord e il suo pubblico sembrano credere alla possibilità di rimonta ma il Napoli, sgonfiato dalle notizie che pervengono da Kiev, tiene botta senza correre pericoli. Il secondo tempo è la brutta copia del primo: maggiore equilibrio, zero occasioni e diversi cambi da ambo le parti. All’83’ Vilhena viene espulso (somma di ammonizioni) per un fallo su Ounas; poco dopo, la ‘curva’ Meijer mette su un piccolo spettacolo pirotecnico: qualche fumogeno rende invisibile il campo di gioco per alcuni minuti; la nebbia si dirada giusto in tempo per l’incornata di St. Juste che fa letteralmente esplodere lo stadio: è una gioia vera e vibrante (nel senso letterale del termine, dato che la stabilità delle tribune vacilla leggermente quando tutti celebrano il gol saltellando) e persino contagiosa, pur vissuta dalla parte della squadra sconfitta.

Feyenoord-Napoli, 85′: la Gerard Meijer Tribune si ‘accende’

Fischio finale, Feyenoord-Napoli 2-1. La squadra di casa saluta il pubblico in festa e raccoglie gli applausi (meritati) di chi ha onorato al meglio e fino alla fine l’impegno per ripagare i propri sostenitori nel modo migliore possibile. Alla fine, scarabocchiati gli ultimi appunti, mi alzo in piedi anche io ad applaudire, perché è giusto che sia così. Quando lo spirito di competizione prevale, quando il rapporto tra stadio e squadra è quasi osmotico, non si può far altro che applaudire. Persino di fronte ad una sconfitta -in ottica Napoli- brutta, pesante (sebbene ininfluente) e che lascerà strascichi di un certo peso, lo spirito della serata resta invulnerabile all’amarezza della rimonta subita, non a quella derivante dalla consapevolezza che si sia tanto (ma tanto) da imparare da chi vive il calcio in maniera decisamente migliore a quanto si faccia in Italia.

Fine partita, tifosi in attesa dei tram extra per tornare in città
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