Home Prima Pagina Diario Calcistico di uno Studente Erasmus (#1): CSKA Mosca – Krasnodar

Diario Calcistico di uno Studente Erasmus (#1): CSKA Mosca – Krasnodar

CSKA Mosca-Krasnodar

Fra le motivazioni che mi hanno spinto a partire per la Russia non c’era di certo il calcio. Un paese meraviglioso, ricco di cultura, persone eccezionali, una cucina ottima (non fermiamoci agli stereotipi!), una capitale super funzionale e la possibilità -importantissima per uno slavista- di praticare la lingua oggetto di studio sul campo. Ma quella del pallone è una passione che proprio non ti abbandona ed è così che sono finito alla VEB Arena, il magnifico impianto che ospita le partite interne del CSKA Mosca, komanda principale della Russia più conservatrice.

“Cosa faccio questo weekend?”

E’ nato più o meno tutto così. Spulcio attraverso il calendario e mi accorgo che il match di cartello della giornata è quello fra i rossoblu ed il Krasnodar, altra compagine che sta tentando di giocarsi le proprie carte in Europa League. Decido dunque di richiedere l’accredito, che mi viene concesso senza troppi fronzoli. Italia, quanto hai da imparare!

Sciolte le riserve sull’accessibilità allo stadio, mi tocca valutare il percorso migliore per arrivarvi. In sintesi, la VEB si trova dall’altro capo di una città da 18 milioni di abitanti, conteggiando anche l’area metropolitana. C’è poco da spaventarsi però, perché la metro moscovita è così efficiente che nel giro di un paio d’ore mi porta a destinazione.

Mi sentirete spesso elogiare l’organizzazione della città ma il clima -quello- è proprio indifendibile! Sbarcato in Russia il 31 agosto, ho potuto godere della vana speranza di non soffrire il freddo continentale del più grande paese al mondo. Danno e beffa, perché dopo due settimane di tempo stabile arriva un gelo da togliere il respiro. E non aiuta la fastidiosa pioggerellina. Sceso dunque alla fermata CSKA, mi concedo una piccola deviazione all’Aventura, il centro commerciale più grande d’Europa. Sì, perché a quanto pare, nell’evenienza di primati, ai Russi piace considerarsi parte integrante del Vecchio Continente.

Meglio però stroncare il discorso geo-politico sul nascere. Se può interessarvi, compro una sciarpa ed un cappello per evitare di congelare sulle tribune dello stadio. Esco ed affronto nuovamente le intemperie, con un errore di calcolo che mi costringe a circumnavigare l’impianto per accedere all’ingresso stampa. Non ho ancora attaccato con il lavoro e sono già esausto. La dura vita del giornalista!

Trovato dunque il giusto gate per ricevere il pass, mi identifico tramite passaporto e, dopo aver ammirato la VEB Arena dall’esterno, posso finalmente dare un’occhiata dal cuore. Lo stadio è bellissimo, proprio come potreste immaginare da fotografia. Non smisurato (circa 30.000 posti a sedere) offre però un impatto cromatico molto interessante, con i sediolini colorati delle tinte sociali del club. Il match inizia alle ore 19 ed io sono al mio posto con più di un’ora di anticipo. Chi lo dice che gli Italiani sono ritardatari? Vero o falso che sia, i Russi non sono da meno. Poco male: ho il tempo di scattare qualche fotografia.

Scherzi a parte, questa situazione mi dà modo di riflettere ulteriormente su quanto gli impianti italiani (specialmente nel mio Sud) siano arretrati. A Mosca, come nella maggior parte delle città europee, non conta quanto grande e popolosa possa essere il centro abitato: non c’è bisogno di affrettarsi, quando si va allo stadio. Le operazioni di sicurezza sono rigide, ma super scorrevoli; il traffico automobilistico è ammortizzato dal grande utilizzo della metropolitana e per quanto concerne la condotta dei supporters, non c’è davvero possibilità di muovere una singola critica.

Il clima è caldo, i tifosi riempiono lentamente lo stadio fino a colmare tutte le chiazze vuote a pochi istanti dal fischio d’inizio. Già durante il riscaldamento, gli amanti del CSKA incoraggiano con vigore i propri beniamini, senza però trascendere in comportamenti volgari o fastidiosi verso l’opposizione. E a proposito, i tifosi del Krasnodar sono poche centinaia, ma molto determinati a farsi valere in territorio nemico.

Alle 19 si dà finalmente il via libera alle danze. Per descrivere la prima mezz’ora di gara, non mi viene in mente un aggettivo migliore di sovietico. Un calcio essenziale, minimalista. Figlio, forse, anche di una fase di studio molto prolungata. Riflettendoci, però, non è un qualcosa che vediamo raramente in Serie A. Terminato il primo terzo di incontro, si apre finalmente il tabellino dei marcatori. Il VAR segnala all’arbitro un tocco di mano di un giocatore del Krasnodar in area, con la conseguente assegnazione di un calcio di rigore. Sul dischetto va Nikola Vlasic, che con una botta potente segna l’1-0. Pochi minuti più tardi, in contropiede, Calov tira fuori dal cilindro una traiettoria a giro dai sedici metri che permette al CSKA di raddoppiare il proprio vantaggio. Il 3-0, al 41′, è opera di un tap-in di un Vlasic che si iscrive per la seconda volta in giornata alla lista dei goleador.

La temperatura scende sempre più e inizio a maledire l’impossibilità di battere al computer indossando dei guanti. Quantomeno, è il cuore a scaldarsi ammirando una mini partitella fra i bimbi della giovanili rossoblu. I piccolissimi del CSKA si sfidano in un derby a cui gli spettatori in curva assistono con estremo interesse, facendo percepire ai pargoli lo stesso affetto dimostrato nei confronti della prima squadra. A fine partita, per ringraziare gli affezionati, i pulcini vanno a prendersi (e a ricambiare) gli applausi del pubblico, lasciando nuovamente il palcoscenico ai grandi.

Riparte dunque Mosca-Krasnodar e i padroni di casa sembrano vittima del classico calo di concentrazione di chi è troppo sicuro di sé. Gli ospiti fanno il bello ed il cattivo tempo, con uno scatenato Marcus Berg che fra il 57′ ed il 60′ infila due volte la leggenda Akinfeev riportando sotto i bianchi del sud. Lo svedese, subentrato al termine della pausa, dimostra di essere il più valido elemento di un parco attaccanti, quello del Krasnodar, sino a quel momento facilmente neutralizzato dalla retroguardia del ЦСКА. Scampato il pericolo di un pareggio, i rossoblu potrebbero chiuderla due volte in counter attack ma sprecano incredibilmente delle clamorose occasioni davanti al portiere. La dea bendata sorride comunque al team locale che riesce, stringendo i denti, a superare il recupero e a chiudere le ostilità con tre punti pesantissimi nell’inseguimento allo Zenit di San Pietroburgo.

Tiriamo le somme

Come ho già puntualizzato all’inizio dell’articolo, il calcio non è stato di certo il motivo che mi ha trascinato ad Est. Ma la domenica trascorsa alla VEB Arena è stata una piacevolissima sorpresa. Ordine (pubblico e non solo), pulizia e tanta passione, che permettono in toto allo spettatore di godere di un’atmosfera assolutamente piacevole. E per quanto concerne ciò che si è visto in campo, davvero non ci si può lamentare. Le giocate individuali sono davvero poche; i calciatori sono consapevoli di non essere dei pozzi di tecnica e preferiscono affidarsi alla manovra corale piuttosto che ad uno spunto personale. Ma gli highlights non sono mancati, come potrete vedere di persona attraverso il video che vi lascio in allegato.

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