Bastoni fuori dalla Nazionale? Il caso esplode dopo Inter-Juve e l’appello di Enrico Letta

Dopo Inter-Juve scoppia il caso Bastoni: Enrico Letta chiede l’esclusione dalla Nazionale. Cosa prevede il codice etico FIGC?

Il giorno dopo Inter-Juventus non è mai un giorno qualunque. Ma questa volta il rumore è diverso, più politico che calcistico, più morale che tecnico. L’episodio è noto: al 42’, il contatto lievissimo tra Pierre Kalulu e Alessandro Bastoni, il secondo giallo al difensore bianconero, l’espulsione, le proteste bianconere e l’esultanza del nerazzurro. E poi le immagini che scorrono, rallentate, analizzate, fermate al millimetro. La sensazione – per molti – è che si sia trattato di una simulazione.

Kalulu incredulo dopo la seconda ammonizione
Bastoni fuori dalla Nazionale? Il caso esplode dopo Inter-Juve e l’appello di Enrico Letta – stopandgoal.net

Fin qui, si potrebbe dire, ordinaria amministrazione da derby d’Italia. Polemiche, replay, talk show. Ma a far salire il livello dello scontro è intervenuto Enrico Letta, ex Presidente del Consiglio, che attraverso i social ha preso posizione in modo netto: “Bastoni non va convocato in Nazionale”. Una frase breve, secca, destinata inevitabilmente a far discutere.

Il gesto, l’esultanza e la reazione politica

A pesare, oltre all’episodio in sé, è stata anche l’esultanza a pugni stretti del centrale nerazzurro dopo il cartellino rosso mostrato a Kalulu. Un’immagine che ha irritato una parte dell’opinione pubblica, soprattutto quella che già contestava la decisione arbitrale. Nel calcio moderno, dove ogni gesto viene isolato e trasformato in simbolo, anche un’esultanza può diventare un caso.

Letta ha parlato di comportamento antisportivo e ha evocato una conseguenza forte: l’esclusione dalla Nazionale. Non una multa, non una semplice critica, ma una presa di posizione che chiama in causa direttamente il commissario tecnico e la Federazione. È qui che la discussione smette di essere solo calcistica.

Cosa dice davvero il codice etico della FIGC

La FIGC si è dotata da tempo di un codice etico che stabilisce principi e regole generali di comportamento per dirigenti, tecnici e calciatori. Onestà, correttezza, trasparenza, lealtà sportiva: parole che non restano solo sulla carta, ma che rappresentano l’orizzonte valoriale del calcio federale. Il documento richiama tutti i tesserati a comportamenti coerenti anche sotto il profilo morale.

In linea teorica, dunque, un gesto ritenuto contrario alla lealtà sportiva potrebbe essere valutato alla luce di questi principi. Tecnicamente, la possibilità esiste. Ma tra la teoria e la pratica c’è di mezzo la gestione concreta di uno spogliatoio, di un gruppo, di una Nazionale che tra poche settimane sarà chiamata a giocarsi partite decisive.

La Nazionale e il peso tecnico di Bastoni

L’Italia tornerà in campo a marzo per i playoff mondiali. Un passaggio delicato, senza margine di errore. In questo contesto, Alessandro Bastoni non è un comprimario: è uno dei punti fermi della difesa azzurra, per età, qualità e continuità di rendimento. Pensare a un’esclusione per un singolo episodio di campionato – per quanto discusso – significherebbe compiere una scelta molto forte, non solo simbolica ma tecnica.

È plausibile che la vicenda resti confinata nel dibattito mediatico. La Federazione non ha annunciato provvedimenti e, salvo sviluppi imprevisti, appare difficile immaginare un’esclusione formale legata a questo episodio. Le convocazioni rispondono a criteri tecnici e disciplinari definiti, e finora non risultano sanzioni ulteriori a carico del difensore interista.

Il tema, però, resta. Perché il calcio italiano continua a interrogarsi sul confine tra furbizia e slealtà, tra malizia agonistica e simulazione. E quando la politica entra nel campo – anche solo con un tweet – il dibattito si allarga inevitabilmente.

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