Arresto per Cristiano Ronaldo in Arabia Saudita, la richiesta sul campione portoghese ha del clamoroso per i motivi emersi sulla vicenda.
È successo in Arabia Saudita, lì dove Cristiano Ronaldo è accusato, nella vicenda svelata in giornata per quanto accaduto nel corso dell’ultimo match disputato dal campione portoghese.
L’ex stella del Real Madrid e della Juventus, che ha fatto da apripista per i campioni che sono approdati nella Saudi Pro League in Arabia Saudita, si trova ora coinvolto in guai penali stando a quelle che sono le leggi in terra saudita. Oltreoceano dunque, Cristiano Ronaldo, si è reso protagonista in negativo di alcune vicende che lo hanno riguardato.
Guai seri per la stella portoghese, coinvolto in una vicenda che ha fatto infuriare i tifosi arabi e i capi d’accusa sono gravissimi per lui.
Il Governo è costretto ad intervenire per quella che è la vicenda ai danni di Cristiano Ronaldo, secondo quanto riferito dai media arabi che hanno svelato il motivo delle accuse sull’attaccante dell’Al-Nassr.
Richiesto l’arresto per Cristiano Ronaldo, per motivi di natura religiosa. Guai seri in Arabia Saudita perché, dopo il gol segnato e poco prima del consueto “Sium”, l’attaccante ex Juventus si è fatto il segno della croce e in terra saudita non è stato ben accolto.
Il Governo arabo è costretto a difendere Cristiano Ronaldo che, al centro delle vicende e finito nell’occhio del ciclone, dovrà difendersi dall’accusa di aver fatto il segno della croce, per evitare l’arresto. Successe, un episodio analogo, ad un altro ex Al-Nassr, il calciatore colombiano Juan Pablo Pino. Ai tempi, fu arrestato mentre si trovava in un centro commerciale perché, dalla sua maglia smanicata, si notava un tatuaggio con la figura di Gesù e in Arabia Saudita non fu ben vista come questione. La Polizia, ai tempi, intervenne mettendo le manette ai polsi del calciatore. E adesso che Cristiano Ronaldo ha fatto il segno della croce per festeggiare il gol, in Arabia Saudita è scoppiata la polemica.
Può essere arrestato Cristiano Ronaldo, per motivi di natura religiosa. Il capo d’accusa dell’arresto è quella di “fare proselitismo della propria religione” che, in Arabia Saudita, non è concesso.
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