Finalissima 2026 cancellata: salta la sfida tra Spagna e Argentina

La Finalissima tra Spagna e Argentina è stata cancellata: impossibile trovare una data alternativa dopo il rifiuto dell’Afa alle proposte dell’Uefa.

La Finalissima tra Spagna e Argentina non si giocherà. Il torneo organizzato congiuntamente da Uefa e Conmebol tra i campioni continentali di Europa e Sudamerica è stato ufficialmente cancellato dopo settimane di tentativi per trovare una data alternativa. La partita era inizialmente prevista per il 27 marzo a Doha, in Qatar, ma il contesto internazionale e soprattutto l’assenza di un accordo con la federazione argentina hanno reso impossibile salvare l’evento.

Finalissima 2026 destinata a saltare
Finalissima 2026 cancellata: salta la sfida tra Spagna e Argentina – stopandgoal.net

La tensione geopolitica legata all’attacco degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran ha reso impraticabile la sede originaria in Medio Oriente. Da lì è iniziata una lunga trattativa per trovare una soluzione diversa. Ma ogni strada si è progressivamente chiusa. Alla fine l’Uefa ha preso atto della situazione e ha deciso di cancellare la manifestazione, che sarebbe stata alla sua seconda edizione dopo quella del 2022.

Argentina indisponibile: tutte le opzioni respinte

Il nodo centrale è stato l’atteggiamento della federazione argentina. Nessuna delle alternative proposte dall’Uefa è stata considerata accettabile. In realtà, secondo quanto emerso nei colloqui, l’Albiceleste non aveva grande interesse a disputare la partita. Una posizione maturata anche all’interno dello staff tecnico.

Il commissario tecnico Lionel Scaloni, infatti, non vedeva di buon occhio l’impegno, ricordando la pesante sconfitta per 6-1 subita contro la Spagna prima del Mondiale di Russia 2018. Un precedente che, a quanto pare, pesa ancora nella memoria sportiva della nazionale argentina.

A complicare ulteriormente la trattativa sono state anche questioni economiche. L’Afa, la federazione argentina, pretendeva di mantenere l’incasso totale previsto per l’evento in Qatar, dove erano già stati venduti circa 80 mila biglietti. Una richiesta difficile da accogliere nel momento in cui la partita avrebbe dovuto essere spostata in un altro paese.

Nel frattempo la Spagna ha mostrato un atteggiamento completamente diverso. La federazione iberica ha cercato di mantenere viva la partita accettando tutte le proposte messe sul tavolo dall’Uefa. Tentativi che però non sono bastati.

Le tre proposte dell’Uefa e la decisione finale

Nel corso delle trattative l’Uefa ha formulato tre soluzioni concrete. La prima prevedeva di disputare comunque la partita il 27 marzo, ma allo stadio Santiago Bernabéu di Madrid. L’idea era quella di dividere equamente i biglietti tra le due tifoserie, trasformando la Finalissima in un grande evento europeo. L’Argentina ha respinto anche questa ipotesi.

La seconda proposta era più articolata: una doppia sfida. Andata a Madrid il 27 marzo e ritorno a Buenos Aires durante una futura finestra internazionale, prima degli Europei e della Copa America del 2028. Anche in questo caso la risposta è stata negativa.

L’ultima possibilità era forse la più flessibile. L’Uefa ha chiesto all’Argentina di garantire la disponibilità per il 27 o il 30 marzo in una sede neutrale europea. Tra le opzioni era stato preso in considerazione anche San Siro, ma la federazione argentina ha rifiutato pure questa soluzione, dichiarandosi indisponibile persino per il 31 marzo.

A quel punto Buenos Aires ha avanzato una proposta alternativa: rinviare la Finalissima dopo il prossimo Mondiale. Una prospettiva però incompatibile con il calendario spagnolo e con l’organizzazione della competizione. Senza date condivise, il progetto si è di fatto arenato.

L’Uefa ha quindi ufficializzato la cancellazione dell’evento, ringraziando pubblicamente il Real Madrid per la disponibilità dello stadio e il Qatar che avrebbe dovuto ospitare la gara originaria.

La Finalissima resta dunque ferma alla sua prima edizione, disputata nel 2022 a Wembley, quando l’Argentina superò l’Italia con un netto 3-0. La seconda edizione, almeno per ora, dovrà aspettare.

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