Il Giudice Sportivo si è espresso a distanza di tempo, in merito ai fatti che erano accaduti al Diego Armando Maradona.
Quest’oggi la notizia definitiva da parte della Corte d’Appello per la sentenza sul Napoli, che è stata praticamente cancellata per quanto emerso in mattinata.
A riportare la notizia è La Gazzetta dello Sport che, in mattinata, ha spiegato i motivi dell’annullamento sulla sanzione del Napoli, a causa del colpevole che è stato individuato.
Il Napoli è riuscito a far venire fuori la verità, individuando il colpevole dei fatti che stava mettendo nei guai la stessa società azzurra.
Il Giudice Sportivo aveva emesso sentenza, condannando il Napoli con eventuali nuovi stravolgimenti qualora il fatto si fosse susseguito in episodi analoghi.
Alla fine, dopo Napoli-Sassuolo è stato individuato il colpevole, con la Corte d’Appello che ha graziato così il Napoli. La tempestività dei fatti ha fatto in modo che il Napoli non pagasse in merito alla sanzione emessa dal Giudice Sportivo.
A distanza di settimana, il Napoli ha individuato il colpevole in Napoli-Sassuolo e la Corte d’Appello ha cancellato la sentenza.
Secondo quanto riferito dalla rosea infatti, all’interno della sfida disputata al Maradona ormai diverse settimane fa e in occasione della seconda giornata di campionato, ci sarebbe stato un individuo che avrebbe disturbato, attraverso l’uso di un laser verde, la vista ad alcuni calciatori del Sassuolo. Ma il Napoli ha trovato il responsabile, così da poter prendere dei provvedimenti diretti e non pagandone direttamente le conseguenze. La Corte d’Appello infatti ha deciso di graziare il Napoli che ha collaborato nell’individuare il colpevole.
Si crea un precedente adesso, a favore dei club. Perché al contrario di quanto accade di solito, con multe salatissime ai danni dei club, adesso in Serie A tutti s’impegneranno ad individuare i colpevoli con sentenza di daspo per chi commetterà tali reati all’interno degli stadi. Il Napoli si è impegnato, assieme alla Procura Federale della FIGC, per individuare il colpevole e bandirlo allo stadio. La multa, in origine emessa con sentenza da parte del Giudice Sportivo, prevedeva un’ammenda salata di almeno 10mila euro, con le cifre che vanno in crescendo qualora dovessero ripetersi le stesse cose nel corso delle partite giocate in Serie A.
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