Federico Chiesa resta in bilico al Liverpool tra noie fisiche, poco spazio e un mercato che non decolla. Il punto sulla sua situazione.
Federico Chiesa è tornato a essere, suo malgrado, una questione aperta. Non una polemica, non un caso mediatico urlato, ma una di quelle situazioni sospese che nel calcio moderno rischiano di diventare logoranti. Salah è rientrato dalla Coppa d’Africa, il Liverpool ha ripreso il suo assetto naturale e per l’esterno italiano gli spazi, già ridotti, non sembrano essersi allargati. Anzi. A complicare il quadro ci si sono messe anche alcune noie fisiche, che hanno interrotto sul nascere qualsiasi tentativo di continuità (e qualunque possibile trattativa per un addio).

Il problema, oggi, non è solo tecnico. È temporale. I playoff per la qualificazione ai Mondiali si avvicinano e Chiesa sa bene che presentarsi senza minuti, o peggio ancora senza condizione, riduce drasticamente le possibilità di rientrare stabilmente nel giro della Nazionale. Gattuso, da questo punto di vista, non ha mai chiuso la porta: le aperture ci sono state e continuano a esserci (anzi, pare sia stato Chiesa a mostrarsi titubante). Ma il campo, alla fine, resta l’unico vero argomento spendibile.
Come sta davvero Federico Chiesa
In questo momento Chiesa è ai box. Era regolarmente tra i convocati di Arne Slot per la trasferta europea sul campo del Marsiglia, nella settima giornata della fase campionato di Champions League, ma non è finito né nell’undici titolare né in panchina. L’esclusione non è stata tecnica: un problema accusato nel riscaldamento lo ha costretto a fermarsi. Nulla di grave, almeno sulla carta, ma quanto basta per far scattare l’ennesimo campanello d’allarme, anche perché nei giorni precedenti in allenamento non era stato al meglio.
Da lì in poi è arrivato anche il forfait in campionato contro il Bournemouth. Un’assenza che ha congelato il suo bottino stagionale: due reti e un assist in sedici presenze di Premier League, ventidue complessive considerando tutte le competizioni. Numeri che non raccontano un fallimento, ma nemmeno un giocatore centrale nel progetto. E questo, per uno come Chiesa, pesa.
Il paradosso è che in Serie A un esterno con le sue caratteristiche non sarebbe affatto fuori contesto. Anzi. La (sua ex) Juventus continua a cercare soluzioni alternative sugli esterni e l’idea di un ritorno, almeno come vice Yildiz, è tornata ciclicamente a galla. La Roma, dopo alcune uscite e con un attacco rinnovato solo in parte, ha valutato in passato un profilo come il suo. Il Napoli, infine, ha vissuto mesi complessi sugli esterni, tra partenze e infortuni, e il nome di Chiesa era già circolato in altri momenti.
Tutte ipotesi, però, rimaste tali. Oggi nessuna pista sembra davvero calda.
Contratto, ingaggio e un’uscita tutt’altro che semplice
Chiesa è legato al Liverpool fino al 2028. Il contratto firmato nell’estate del 2024, dopo un investimento da 13 milioni di euro, prevede un ingaggio importante, intorno ai 7,5 milioni a stagione. Il giocatore, se necessario, potrebbe anche accettare una riduzione parziale dello stipendio. Il vero nodo resta il cartellino: i Reds non hanno intenzione di svendere un asset acquistato poco più di un anno fa.
Il ritorno di Salah, che ha già ripreso a giocare novanta minuti, rende una cessione meno impensabile rispetto a qualche mese fa, ma non per questo imminente. I contatti con la Juventus sono fermi, mentre Napoli e Roma, dopo valutazioni fatte in passato, oggi sembrano orientate su altri obiettivi.
Il tempo, intanto, continua a scorrere. Ed è forse questo l’avversario più scomodo per Federico Chiesa.