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Nazionale, Ventura: “La gente mi ferma per strada e mi sprona ad insistere con i giovani”

Intervista Ventura Italia
Gian Piero Ventura (fonte immagine: figc.it)

Intervista Ventura Italia | Il C.T. della Nazionale parla ai microfoni de “La Repubblica”: “Sono abituato alle difficoltà. Barzagli, Bonucci e Chiellini sono le fondamenta”

La Serie A Tim si ferma per lasciare spazio alla Nazionale, impegnata nelle qualificazioni per il prossimo Mondiale che si terrà in Russia. Azzurri che si ritrovano al primo posto a pari punti con la Spagna, l’avversario più temibile del girone, e che vorranno portare a casa la vittoria nella prossima partita che si disputerà al Renzo Barbera di Palermo, contro l’Albania di Gianni De Biasi.

Il C.T. Giampiero Ventura ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de “La Repubblica”, raccontando la scelta di puntare sui giovani e tanto altro: “La gente mi ferma per strada e mi sprona a continuare con i giovani. Il modello è la Germania dopo la batosta del 2006. Noi, che all’Europeo avevamo una squadra tra le più attempate degli ultimi 20 anni, siamo stati più caserecci.

Abbiamo acceso i riflettori. Gagliardini, dopo il primo stage, è passato dall’Atalanta all’Inter. E Inglese, Caldara, Conti e Petagna sono stati subito i migliori in campo”.

Ventura spiega di come, però, i “vecchietti” siano fondamentali per questi ragazzi: “La BBC della Juve ha grandi stimoli. Barzagli, Bonucci e Chiellini, più Buffon e De Rossi, dimostrano ai giovani il valore di lavoro e fatica”.

Rispettivamente con 22 e 17 reti, Belotti ed Immobile sono nel pieno del progetto tecnico dell’ex mister del Torino: “Li ho conosciuti bene al Toro. Per Belotti, una forza della natura, convinsi Cairo a spendere 8 milioni. Immobile attacca gli spazi come pochi. Il Torino lo rigenerò, come Cerci e Darmian. Noi allenatori siamo come i fruttivendoli: lucidiamo la frutta. Poi bisogna che dentro ci sia la polpa”

Parole anche per la “testa calda” per eccellenza, quel Mario Balotelli che tanto bene sta facendo in quel di Nizza“È giusto che io provi a recuperare il talento di Balotelli: non è un esordiente ed è un peccato perderlo. Ma le grandi squadre vincono con gruppo, regole e organizzazione. L’Europeo di Conte è figlio dell’organizzazione. Non puoi più andare a letto alle 5. Chi va all’Hollywood da domenica a mercoledì resta nel limbo. Chi sa gestirsi dura fino a 40 anni”.

Sul rapporto con i suoi giocatori: “Parlo molto con loro. Il verbo chiave è capire che cosa vuole da te l’allenatore, come ti devi comportare. Ma bisogna trovare la password”.

Infine, un messaggio per il suo collega Gigi Di Biagio, tecnico dell’Under 21“Bisognerà ponderare. Io a Di Biagio voglio dare il massimo. Ma il 2 settembre, a meno di un mese dalle vacanze sacrosante per chi avrà giocato l’Europeo, c’è la Spagna. E dopo 48 ore, Israele. Se ad esempio mi servissero Rugani e Romagnoli, li avrei in forma?”.

Il futuro della Nazionale è appena cominciato, i giovani sono in rampa di lancio e pronti per segnare la svolta.

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