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Pescara, Zeman: “Qui si può fare ancora qualcosa di importante. E su Totti e De Rossi…”

Zeman su Calciopoli
Zeman (fonte foto: zimbio.com)

Intervista Zeman al Corriere – Il tecnico ha dichiarato: “La Juventus ha la stessa ossatura da sei anni, le altre sono costrette a vendere. Non credo che Totti sia un giocatore da ultimi cinque minuti”

Pescara-Roma è e sarà sempre la partita di Zdeněk Zeman. A due giorni dalla sfida dell’Adriatico contro i giallorossi, l’allenatore degli abruzzesi ha parlato ai microfoni del ‘Corriere dello Sport’ del Monday Night di questa 33esima giornata di Serie A e di molto altro ancora:

Contro la Roma è una partita come le altre, anche se la formazione giallorossa è un’ottima squadra. Certo, le eliminazioni in Coppa Italia e in Europa League non se le aspettava nessuno. Resta in corsa per lo scudetto, ma durante il campionato ha avuto qualche pausa. Esprimendosi al massimo, la Roma può competere anche con la Juventus in futuro“.

Il segreto della Vecchia Signora sta nella sua struttura societaria: La Juve ha una società meglio organizzata e sta bene economicamente, si può permettere di mantenere i giocatori più forti mentre le altre società devono vendere per necessità. L’ossatura della squadra è sempre la stessa da sei anni, alla Roma dopo cinque anni ci sono solo Totti, che non è più Totti, Florenzi e De Rossi“.

Inevitabile per Zeman tornare sulla sua ultima esperienza alla Roma: Tutti considerano quella stagione deludente, ma io la considero ottima: avevo conquistato la finale di Coppa Italia, che purtroppo non ho potuto giocare. E le plusvalenze fatte dalla società sui giocatori lo considero un altro aspetto positivo. De Rossi? Il suo rendimento con me non è stato positivo e il tipo di gioco che adottavo non si adattava alle sue qualità”.

Capitolo a parte, invece, per Totti: “Io continuo a dire che Totti ha fatto tanto e sono convinto che se si sente di giocare ed è più bravo dei compagni che ha attorno è giusto che continui. Quando si accorgerà che gli altri sono superiori dovrà smettere. Penso che non sia un giocatore da ultimi cinque minuti, anche se nel finale dello scorso campionato è stato lui a portare la Roma in Champions”.

Pallotta? Ricordo poco o niente. L’ho incontrato poche volte, mai da solo. Una squadra ha bisogno di avere i dirigenti vicini, il calcio in Italia dovrebbe farlo gente che ha esperienza specifica. Emery ha fatto risultati importanti con il Siviglia, ma ci sono allenatori che rendono di più in certi contesti: bisogna vedere se si adatta o se riesce a far adattare la squadra alle sue idee, ha proseguito il boemo.

A proposito di proprietà straniere, Zeman ha parlato anche di Milan e Inter: “Secondo me i soldi non sono tutto, conta avere una società che ha al suo interno dirigenti capaci. Se non c’è questo i soldi non contano niente. La Lazio sta facendo un buon campionato senza grossi sforzi. Lotito potrebbe fare meglio sul piano organizzativo con uno staff di persone a cui delegare”.

Sono tornato al Pescara perché penso che si possa fare ancora qualcosa di importante, pensiamo a costruire una squadra più strutturata. Coulibaly? Ha qualità da sviluppare, proviamo a lavorarci e vediamo se riuscirà a fare cose positive. Vorrei riproporre quanto fatto con Immobile, Verratti e Insigne, spero che riusciamo a trovare ragazzi di talento”, ha concluso Zdenek Zeman.

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