Home Calciomercato Fiorentina, c’è aria di diaspora: tutti i big spingono per lasciare Firenze

Fiorentina, c’è aria di diaspora: tutti i big spingono per lasciare Firenze

Calciomercato Fiorentina
Borja Valero (fonte foto: zimbio.com)

Calciomercato Fiorentina – Borja Valero ha già salutato sbattendo la porta, mentre Bernardeschi potrebbe seguirlo a breve. Voci di addio anche su Chiesa

La travagliata estate della Fiorentina è appena cominciata, ma ha già mietuto due vittime: Gonzalo Rodriguez è stata la prima testa a cadere dopo il varo del nuovo ciclo imposto dalla società viola; stessa sorte per Borja Valero che oggi si è presentato all’Inter senza lesinare critiche ad una parte della dirigenza. L’addio dei due giocatori simboli di questi anni è stato determinato dalla nuova politica imprenditoriale voluta dalla famiglia Della Valle; dopo anni di liquidità immessa a più riprese nelle casse viola, gli imprenditori marchigiani, infatti, hanno deciso di chiudere i rubinetti e puntare su una gestione improntata all’autofinanziamento. Un concetto in linea con le contingenze del mondo del calcio: un mondo dove se non sei sorretto da un progetto strutturale che contempli crescita sportiva, societaria ma soprattutto economica attraverso il merchandising non puoi andare lontano; ma che non trova terreno fertile tra i tifosi, abituati ormai a ben altro da un po’ di anni a questa parte.

Va da se che tale svolta comporti, prima ancora che budget ridotto da spendere sul mercato, un taglio del monte ingaggi. E a farne le spese inevitabilmente sono le stelle della rosa. La possibilità di risparmiare 10 milioni lordi in emolumenti da qui al 2019 per Borja Valero e 3 milioni di euro lordi di spesa che avrebbe richiesto il rinnovo alle stesse cifre di Rodriguez è stato un motivo più che valido per mettere alla porta i due calciatori. Dall’altra parte il timore che si stesse facendo un passo indietro a livello societario ha costretto i calciatori a fare le valigie e a guardarsi intorno. La cattiva gestione della comunicazione ha fatto il resto. Adesso il popolo viola è infuriato con la proprietà, che di tutta risposta ha messo in vendita la società. Al momento più che autofinanziarsi, la Fiorentina sembra autogestirsi vista la mancanza di chiarezza sul domani.

E le grane per la famiglia Della Valle non sono finite qui. Federico Bernardeschi, infatti, potrebbe presto seguire le orme di Borja Valero, oppure fermarsi a metà strada per poi virare verso Torino. Il talento di Carrara, l’idolo di casa che solo qualche mese fa rifiutava una sciarpa bianconera perché se no sarebbe stato “arrestato” a Firenze, potrebbe finire proprio alla Juventus: Marotta e Paratici stanno lavorando già da un po’ e sembrano davvero fare sul serio. Il piatto in questo caso è di quelli ricchi: il duo bianconero sarebbe disposto a spingersi anche a 40 milioni di euro per il numero 10 viola. Difficile dire di no di fronte a queste cifre, anche se per Bernardeschi i Della Valle sono disposti a fare un piccolo sacrificio spingendosi oltre il tetto dei 2 milioni di ingaggio. Ma il giovane è in rampa di lancio dopo l’Europeo Under 21 e la dimensione che la viola si sta ritagliando gli sta stretta.

Troppo stretta, anche per chi da piccolo sognava di diventare una bandiera del club e aveva come suo modello Antognoni, proprio quell’Antognoni che ora da dirigente è costretto a mascherare la rabbia per una situazione che sta sfuggendo evidentemente di mano; la stessa rabbia che forse prova anche Bernardeschi nel vedere il giocattolo viola smembrato e senza un’identità precisa, un’idea di futuro condiviso con il club. E se manca un’unità di intenti meglio separarsi. Saremmo a tre dunque, considerando che Milan Badelj è sul piede di partenza già da un anno. Più che una società che si autofinanzia sembra un supermarket in questo momento. E nel tourbillon di nomi che potrebbero lasciare Firenze figura anche quello di Federico Chiesa, che ha appena messo fuori il naso dalle giovanili, ma che è già pronto per fruttare una plusvalenza milionaria. I tifosi dovranno farci il calco dunque. Siamo ancora a metà dell’opera.

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