Intervista Elias – Il “Drifter” si racconta in conferenza stampa in occasione della tappa romana della WWE, rivelando il suo amore per l’Italia e le ambizioni per il futuro all’interno del ring

La due-giorni della WWE in Italia ha regalato grandi emozioni. I fortunati spettatori di Roma e Bologna hanno potuto assistere alle prodezze dei più grandi wrestler al mondo, che hanno scelto di chiudere il tour europeo proprio con il nostro paese. A poche ore dall’evento nella capitale, una delle Superstar del momento, Elias, ha incontrato i media italiani.

Il percorso del “Drifter” è iniziato in Florida, nel centro di sviluppo della WWE, dove il leggendario Dusty Rhodes fu il primo ad accorgersi delle sue potenzialità: “Gli devo tanto -si confida il 30enne- ed è grazie a lui se è nato il personaggio che porto in scena. Era un grande mentore ed una persona splendida”.
Contrariamente a molti colleghi, però, Elias ha raccolto più a RAW che tra i ‘piccoli’ di NXT: “Volete sapere perché? Perché sono speciale. NXT è lo show di Triple H, che evidentemente ha qualche problema con me. Quando vorrà regolare i conti sarò pronto ad accettare la sua sfida”.

Non mancano però gli elogi al terzo brand della federazione: “Devo comunque riconoscere che NXT prepara al meglio i talenti per il futuro. Vedrete che wrestler come Velveteen Dream, Steve Cutler Wesley Blake emergeranno molto presto. L’italiano Fabian Aichner? E’ un ragazzo dal grande avvenire. L’ho incontrato una sola volta, ma mi sembra una persona determinata e con la testa sulle spalle. Farà grandi cose”.

“Ci sono un sacco di cose che mi piacciono del vostro paese. Prima di firmare con la compagnia ho studiato l’italiano perché credevo mi avrebbe aiutato ad essere assunto, ma soprattutto per passione: la cultura, il cibo e le donne rendono il vostro uno stato unico. Camminando per le strade in questi due giorni mi sono accorto di tante belle cose. L’energia che ti trasmette il pubblico è incredibile, non mi capacito di come non si organizzino dei pay-per-view qui in Italia”.

Sulla frase “Walk With Elias” ci rivela: “Una mattina, alzandomi, me la sono ritrovata impressa in mente dal nulla. Così l’ho appuntata e l’ho sfoderata alla prima occasione utile, in un segmento con John Cena. Lì il pubblico ha capito per cosa sta davvero ‘WWE’ e cioè “Walk With Elias”. 

Buono o cattivo? Per me non fa alcuna differenza. Ogni volta che mi dirigo verso il ring lo faccio per raccontare una storia. Il mio match preferito è quello contro Seth Rollins Money in the Bank di quest’anno. Se il mio avversario non avesse imbrogliato lo avrei battuto assicurandomi il titolo intercontinentale. Il main event di Crown Jewel non mi è piaciuto. Le leggende hanno fatto il loro corso ed ora è tempo di andare: è il momento di Elias e non fanno altro che rubarmi spazio”.

La crescita di Elias dovrà per forza di cose terminare con la conquista del titolo universale, ma quanto tempo ci vorrà per vederlo lottare per la cintura principale di RAW? “Fosse per me, lo farei anche domani. Ma Brock Lesnar non si presenta mai e difende il titolo due volte l’anno. Quando deciderà di farsi vedere sarò pronto a cogliere la mia opportunità”.

Prima di chiudere, il wrestler ci racconta un aneddoto su Vince McMahon, il proprietario della WWE, e sulla sua carriera musicale: “Parliamo molto spesso, siamo buoni amici. La prima volta che l’ho incontrato è stato quando mi hanno suggerito di fargli sentire la canzone che avrei portato in scena quella sera. Così ho bussato al suo ufficio e gli ho detto di stare zitto, silenziare il telefonino e conservare l’applauso per la fine della performance. E da lì con lui è sempre andata bene. Secondo album? Lo sentirete intorno a WrestleMania 35”.

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